lunedì 11 febbraio 2013

Penne con carciofi e funghi.

Carciofo di Albenga.

Il carciofo (Cynara cardunculus L. ssp. scolymus (L.) Hegi) è una pianta della famiglia delle Asteraceae coltivata in Italia e in altri Paesi per uso alimentare e, secondariamente, medicinale.
Le varietà di carciofo sono classificate secondo diversi criteri. I principali sono i seguenti:

  • In base alla presenza e allo sviluppo delle spine si distingue fra varietà spinose e inermi. Le prime hanno capolini con brattee terminati con una spina più o meno robusta, le inermi hanno invece brattee mutiche o mucronate.
  • In base al colore del capolino si distingue fra varietà violette e verdi. In base al comportamento nel ciclo fenologico si distingue fra varietà autunnali o rifiorenti e varietà primaverili. Le prime si prestano alla forzatura in quanto possono produrre capolini nel periodo autunnale e una coda di produzione nel periodo primaverile. Le seconde sono adatte alla coltura non forzata in quanto producono capolini solo dopo la fine dell'inverno.

Fra le varietà più famose si annoverano il Brindisino, il "Paestum" (carciofo IGP proveniente dall'omonima città della Magna Grecia di Capaccio-Paestum) Spinoso sardo (coltivato anche in Liguria con il nome di Carciofo spinoso d'Albenga), il Catanese, il Verde di Palermo, la Mammola verde, il Romanesco, il Mazzaferrata di Cupello, il Violetto di Toscana, il Precoce di Chioggia, il Violetto di Provenza, il violetto di Niscemi. Le varietà di maggiore diffusione in passato erano il Catanese, lo Spinoso sardo e il Violetto di Provenza, fra i tipi autunnali forzati, e il Romanesco e il Violetto di Toscana fra quelli primaverili non forzati. Lo Spinoso sardo, una delle varietà più apprezzate nel mercato locale e in alcuni mercati dell'Italia settentrionale ha subito un drastico ridimensionamento dagli anni '90 a causa della ridotta pezzatura media dei capolini e della minore precocità di produzione rispetto ad altre cultivar più precoci (Tema, Terom, Macau, ecc.).

Campo di di carciofi.

Documentazioni storiche, linguistiche e molecolari sembrano indicare che la domesticazione del carciofo (Cynara scolymus) dal suo progenitore selvatico (Cynara cardunculus) possa essere avvenuta in Sicilia, a partire dal I secolo circa.
La pianta chiamata Cynara era già conosciuta dai greci e dai romani, ma sicuramente si trattava di selvatico. A quanto sembra le si attribuivano poteri afrodisiaci, e prende il nome da una ragazza sedotta da Giove e quindi trasformata da questi in carciofo.
Nel secolo XV il carciofo era già consumato in Italia. Venuto dalla Sicilia, appare in Toscana verso il 1466. Nella pittura rinascimentale italiana, il carciofo è rappresentato in diversi quadri: "L'ortolana" di Vincenzo Campi, "L'estate" e "Vertumnus" di Arcimboldo.
La tradizione dice che fu introdotto in Francia da Caterina de' Medici, la quale gustava volentieri i cuori di carciofo. Sarebbe stata costei che lo portò dall'Italia alla Francia quando si sposò con il re Enrico II di Francia.
Luigi XIV era pure un gran consumatore di carciofi.

Pianta di carciofo.

Gli olandesi introdussero i carciofi in Inghilterra: abbiamo notizie che nel 1530 venivano coltivati nel Newhall nell'orto di Enrico VIII. 
I colonizzatori spagnoli e francesi dell'America introdussero il carciofo in questo continente nel secolo XVIII, rispettivamente in California e in Louisiana. Oggi in California i cardi sono diventati un'autentica piaga, esempio tipico di pianta invadente di un habitat in cui non si trovava precedentemente.
La produzione mondiale del carciofo, secondo la FAO, ha raggiunto nel 1979 i 12.770.000 quintali; la stessa FAO stima che la coltura riguarda al 90% l'area mediterranea, e al 56% l'Italia.
Di fatto i carciofi si coltivano soprattutto in Italia, Spagna e Francia. Negli Stati Uniti d'America la maggior produzione di carciofi si ha nello stato della California, e all'interno della California la contea di Monterey concentra più dell'80% del totale.
Da qualche anno, a causa di un'epidemia degli asparagi, nelle terre nuove del progetto Chavimochic del Perù si cominciò a coltivare il carciofo con il fine di esportarlo ai paesi europei, e a tutt'oggi il carciofo supera in volume di vendita la esportazione degli asparagi, facendo del Perù il primo esportatore del mondo di carciofi.

Fiore di carciofo.

Una resa tipica della coltivazione è di 100 quintali per ettaro.
L'Italia detiene il primato mondiale nella produzione di questo ortaggio (pari a circa il 40%). Le zone di maggiore produzione sono la Sicilia (Piana di Gela e Piana di Catania), Sardegna e Puglia.
Il carciofo è un alimento tonico e digestivo, contiene molto ferro, le attività farmacologiche più note sono: Coleretica, la Cinarina contenuta nel carciofo provoca un aumento del flusso biliare e della diuresi. Epato-protettrice, è l’azione più conosciuta e utilizzata. Anche il Cardo Mariano precursore del carciofo è utilizzato allo stesso scopo.
Ipocolesterolemizzante, allo stato attuale è l’azione più importante e studiata.
La Cinarina contenuta nel carciofo in una buona quantità è risultata avere un importante ruolo nell’abbassare il livello del colesterolo. 
Tale effetto farmacologico è stato dimostrato da numerosi studi scientifici. 
Le dosi terapeutiche di Cinarina variano da 60 mg a 1,5 g. Le sostanze contenute nel carciofo sono assolutamente prive di tossicità. Per trarre beneficio di queste straordinarie qualità curative, bisognerebbe assumere una quantità di carciofo fresco pari a 100-300 g al dì per un periodo abbastanza prolungato.

Spinoso di Albenga.

Il carciofo alla luce dei più recenti studi deve essere considerato un autentico toccasana. Il suo uso dovrebbe entrare nella quotidianità alimentare d’ogni individuo, e in particolar modo in quei soggetti che hanno o potrebbero avere, per ragioni ereditarie, un livello di colesterolo superiore alla media.
Negli anni sessanta un famoso amaro a base di carciofo (Cynar), era pubblicizzato con il seguente slogan: “Contro il logorio della vita moderna”; sarebbe il caso di riportare in auge questa definizione ma associandola ad un uso più razionale e corretto.
Il carciofo, oltre a essere gradito alla maggioranza dei palati, è sempre stato considerato un toccasana per i più svariati problemi dell'organismo. 
E, infatti, il team di nutrizionisti che cura il sito “Nutriction.pro” ne tesse le lodi elencando le sue quasi “miracolose” caratteristiche.
A quanto pare, il carciofo, possiede delle proprietà terapeutiche per il fegato dovute alla presenza dell'insulina. Tale sostanza è in grado di stimolare la rigenerazione dell'organo che, in questo modo, ha più resistenza e può contrastare i livelli squilibrati di colesterolo.
Se il fegato non funziona correttamente ne risente tutto l’organismo e si incorre in problemi quali gonfiori, cattiva digestione, bruciori di stomaco, fino a rischiare il sovrappeso e l’obesità. 
Oltre al fegato, il carciofo è un ottimo alleato dell'intestino, grazie alla presenza della cinarina - un polifenolo antiossidante derivato dell’acido caffeico - che stimola la produzione della bile la quale, a sua volta, favorisce la digestione (in particolare dei grassi) e l'assorbimento delle sostanza nutritive.

Carciofo romanesco.

Il Cynara cardunculus - questo il nome scientifico dell’ortaggio - è anche un ottimo diuretico, utile nei casi di ritenzione idrica e validissimo alleato contro la cellulite, problema  – ahimè – molto diffuso tra noi donne.
Potremmo continuare all'infinito ad elencare le numerosissime proprietà benefiche di questa straordinaria pianta che è anche un vero e proprio integratore naturale di vitamine e sali minerali. Il carciofo contiene, infatti, la vitamina B3 - la niacina - che aiuta a trasformare i carboidrati in energia, a migliorare la circolazione sanguigna, a proteggere il sistema nervoso e a stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue.
Contiene la vitamina C e la vitamina E comunemente noti come antiossidanti. E poi la vitamina A, la B1, la B2, l’acido folico e altri minerali come il sodio, il manganese, il rame, lo zinco, il ferro e il selenio.
Il carciofo viene utilizzato anche per i cosmetici: il suo succo svolge un'azione bioattivante, vivificante e tonificante per la pelle devitalizzata e foruncolosa ed è anche uno stimolante cutaneo per la cura del cuoio capelluto.

In relazione alla qualità e/o la zona di coltivazione, il carciofo è disponibile dal mese di Novembre ai mesi di Aprile-Maggio.
Tra le varie ricette con carciofi (ottimi in questo periodo), questa l’ho travata particolarmente interessante.

Penne con carciofi e funghi.

Ingredienti (per 4 persone) 
300 g di penne rigate;
4 carciofi con i gambi, oppure 5 carciofi (scegliete dei carciofi con le spine);
20-30 g di funghi porcini secchi;
2 spicchi di aglio;
3 cucchiai di pinoli;
4 cucchiai di grana grattugiato;
1 mazzetto di prezzemolo;
1 bicchiere di latte;
4 cucchiai di olio EVO;
sale e pepe q.b.

1 – Preparazione.
Pulite i carciofi eliminando le foglie più esterne (coriacee), le punte spinose, la lanugine all’interno e tagliateli a listarelle sottili che andrete a immergere in una ciotola contenete latte e acqua.
Pulite anche i gambi eliminando il rivestimento fibroso, e mettete anch’essi nell’acqua e latte.
Mettete i funghi secchi in ammollo in una ciotola con acqua calda.
Tritate i gambi (o se mancano uno dei carciofi) assieme ad un cucchiaio di pinoli (serve ad addensare un pochino la salsa).
Pulite, lavate e tritate il prezzemolo.
Unite i funghi ammollati e poi anche l’acqua d’ammollo dei funghi filtrata per evitare eventuali tracce di sabbia; portate a cottura, ed aggiustate di sale e pepe.
 
2 – Cottura. 
In una ampia padella versate un po’ di olio, aggiungete gli spicchi di aglio sbucciati e schiacciati con i pinoli rimasti; mettete sul fuoco e fate cuocere un paio di minuti mescolando.
Poi, dopo aver eliminato l’aglio, gettate nella padella il trito di gambi e pinoli e quindi i carciofi.
Salate e pepate leggermente e fate rosolare mescolando di tanto in tanto per una decina di minuti, bagnando con poca acqua calda se serve.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata e scolatela molto al dente, tenendo da parte un pochino di acqua di cottura, e unitela, nella padella, con il sugo di carciofi e funghi.
Portate la pasta a cottura aggiungendo un po’ di acqua della sua cottura se serve.
Aggiungete il prezzemolo tritato.

3 - Presentazione. 
Togliete dal fuoco e completate con un filo d’olio crudo, il grana grattugiato e servite subito.

Nessun commento:

Posta un commento